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Chi siamo
Sei nascosto dietro una sterpaglia. Uno strusciare di foglie rompe all'improvviso il canto degli uccelli. La tua attenzione è ora tutta per rumore appena sentito. Lo strusciare di foglia aumenta, segno inequivocabile che qualcuno si sta avvicinando. Il tuo battito cardiaco aumenta d'intensità. Senti questo qualcuno ormai vicinissimo. Una scarica di adrenalina percorre tutta la tua schiena fino a farti saltare in piedi. In pochi secondi ti trovi di fronte il tuo nemico, che con occhi stupiti rimane impietrito. Nemmeno il tempo di mirare ed hai già fatto fuoco! L'avversario alza l'arma al cielo e grida “colpito!”, poi lentamente scompare fra gli alberi.
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Una scena di un film? No. Una delle tante guerre? Nemmeno. Si chiama soft air, è un gioco di ruolo, importato diversi anni fa dal Giappone, svolto all'aperto, in contatto con la natura, anzi in simbiosi essa. Ogni domenica mattina, mentre milioni di italiani sonnecchiano dopo un sabato notte da leoni, i nostri eroi si ritrovano da tutta la provincia, a volta da altre regioni, per simulare una guerra. Due squadre in mimetica e anfibi si fronteggiano per avere la meglio sull'altra squadra. Le armi? La scelta è a discrezione del giocatore, si vedono AK 47, meglio conosciuto come Kalasnikov, M16 oppure H&K MP5. Un solo particolare. Sono giocattoli elettrici! Perfette imitazioni delle armi vere ma niente più di un giocattolo. Le munizioni sono degli innocui pallini di plastica. Il campo di gioco boschi e colline. “In Italia ci sono oltre 300 club censiti di amanti delle guerre simulate, 20 mila giocatori assidui, cinquemila “assatanati” e migliaia di appassionati” spiega Martino Ghermardi, direttore di Softair, l'unico periodico specializzato in guerre simulate. Un gioco da "pazzi guerrafondai" o da “maniaci di militaria” a detta di alcuni, ma che male c'è a volere che la guerra sia solo un gioco?A un osservatore esterno potrà anche apparire strano che lo svolgimento di una "guerra", anche se soltanto simulata, si basi principalmente sull'onestà dei contendenti".
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E invece è proprio così. Ogni giocatore, infatti, è ben consapevole che, quando viene colpito mentre è in corsa, o mimetizzato nel fitto della boscaglia o, ancora, seminascosto dietro l'angolo di un edificio, è difficile (se non impossibile) per l'avversario avere la certezza di essere andato a segno sul bersaglio, con un piccolo pallino da sei millimetri che non lascia alcuna traccia. Così, praticando il Soft-Air, più che in qualsiasi altra attività sportiva diventa essenziale la massima correttezza tra i partecipanti: chi viene colpito lo deve dichiarare subito, ad alta voce, abbandonando la partita in corso. Riprenderà comunque a giocare nell'incontro successivo.
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Ma come si svolge una giornata dedicata al Soft-Air? Beh, per essere un divertimento domenicale ... il tutto avviene in modo piuttosto faticoso. La mattina, intorno alle 8.30, tutti i giocatori sono già sul campo, magari lontano una sessantina di chilometri dal luogo di residenza. In mezz'ora, si lasciano jeans e magliette sgargianti per indossare le tute mimetiche o qualche indumento più adatto a dissimularsi nei boschi. Si mette a punto l'equipaggiamento, si preparano le armi-modello. Intorno alle 9.00 avviene un veloce briefing: si spiegano i giochi che verranno effettuati durante la giornata, gli obiettivi da raggiungere nel corso delle varie missioni, i tempi massimi consentiti. Successivamente, a seconda del gioco, i partecipanti si dividono in due o più squadre, ciascuna con il proprio responsabile "di turno". Finalmente, qualcuno dà fiato alle "trombe" (un semplice fischietto) e ... il resto è divertimento puro. Normalmente una partita ha una durata di 45-60 minuti, ma nuovi giochi vengono sempre inventati, studiati, perfezionati: alcune missioni possono proseguire anche per parecchie ore. Naturalmente, in questo caso, chi viene eliminato può rientrare ed essere operativo a tutti gli effetti dopo un limitato periodo di tempo di squalifica. La partita viene vinta dalla squadra che raggiunge l'obiettivo assegnato. Se nessuna delle squadre riesce nell'intento entro il tempo limite, la partita termina e vengono conteggiate e confrontate le "perdite" inflitte all'avversario: la vittoria sarà assegnata alla formazione che ne ha subite in minor numero.
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In ogni caso, le varianti a quanto sopra possono essere infinite, in quanto dipendono soltanto dalla fantasia dei partecipanti. Il gioco può svolgersi in orari e scenari diversi, ma le varianti essenziali sono poche: ambiente boschivo e ambiente urbano, gioco diurno e gioco notturno. Tutte offrono la possibilità di trascorrere molte ore di sereno divertimento (così come le simulazioni di combattimento effettuate in ambienti chiusi, come le palestre attrezzate in modo opportuno) ma ben differenti sono le tattiche e le strategie di gioco applicate: una cosa, infatti, è camminare rasente ai muri, nascondersi dietro l'angolo di un edificio, attraversare di corsa un cortile allo scoperto, affrontare una scalinata alla luce della luna; ben altra è strisciare nel sottobosco, guadare un torrente, arrampicarsi su una scoscesa collinetta o dissimularsi nella macchia mentre splende il sole. Ovviamente, anche l'attrezzatura può variare in funzione dell'ambientazione; in ogni caso, le emozioni sono sempre garantite! Per finire, ti voglio comunque ricordare che la condizione di base per fruire di qualsiasi spazio è che esso sia autorizzato dalle Autorità competenti, non dimenticando che una copertura assicurativa di responsabilità civile verso terzi (persone e cose) è sempre consigliata, come per qualsiasi altra attività sportiva. Naturalmente, ASW ha pensato anche a tutto questo: i campi di gioco vengono segnalati alle Autorità alla loro acquisizione, il calendario delle attività e i nominativi dei partecipanti vengono periodicamente inviati alle Forze dell'Ordine territorialmente competenti e una primaria società assicuratrice tutela i soci da qualsiasi inconveniente.
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