Molte persone sono purtroppo all’oscuro del fatto che alcuni crediti di imposta previsti dalla Legge di Bilancio 2020 sono stati ampliati dal “Decreto Cura Italia”, soprattutto quelli che riguardano le attività di ricerca e di sviluppo tecnologico che vengono effettuate in Italia, in particolare se svolti nel Sud della penisola.

Per questo motivo, è necessario vedere nel dettaglio di che cosa si tratta esattamente e di quali percentuali si parla, quando si indicano i crediti di imposta.

Crediti di imposta: si amplia quello per la ricerca

I crediti di imposta sono delle agevolazioni fiscali che lo Stato ha sempre garantito e in particolare, a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus, alcuni sono stati anche ampliati.

È questo il caso di quelli riguardanti attività di ricerca o di sviluppo tecnologico.

Per capire bene di cosa si tratta, per le grandi imprese che possiedono almeno 250 persone e all’anno fatturano almeno 50 milioni di euro, il credito potrà essere detratto dalle imposte con una percentuale che va dal 12 % al 25%.

La percentuale però sale e va dal 12 % al 35% nel caso di medie imprese che hanno 50 persone e che all’anno fatturano 10 milioni di euro.

Sale ancora e può arrivare dal minimo del 12% fino ad un massimo del 45% per le piccole imprese.

I crediti in questione riguardano tutti gli investimenti che vengono svolti in materia di ricerca industriale, ricerca sperimentale sia in campo scientifico, sia nell’ambito tecnologico, ma non solo.

Riguardano infatti anche tutte quelle attività che servono per la realizzazione di prodotti particolari, innovativi o miglioramento di prodotti che erano già presenti sul mercato.

Oltre a questo, si deve fare attenzione anche ai particolari settori sui quali si investe.

I settori da considerare e come richiedere una consulenza

I crediti in questione sono validi se gli investimenti vengono svolti sul settore tessile e su quello della moda, su quello calzaturiero, dell’ottica, orafo, dei mobili e dell’arredamento, ma anche per la ceramica.

Tutti i costi delle spese inoltre potranno essere detratti solo se riguardano le spese del personale, come ad esempio:

  • ricercatori,
  • tecnici,
  • strumenti,
  • costi per gli immobili,
  • terreni,
  • forniture.

Oltre a questo si deve aggiungere che per riuscire ad organizzare tutto questo insieme di fattori, spesso può essere utile rivolgersi ad un servizio di consulenza, che può aiutare sia nello sviluppo del Business, ma anche nel favorire un valido aiuto nello sviluppo personale scientifico.

In questo modo, infatti, contattando degli esperti di consulenza, si potranno ottenere diversi vantaggi e riuscire a capire come raggiungere al meglio i propri obiettivi, spendendo nel modo giusto, così da poter poi detrarre i costi ed usufruire dei crediti di imposta citati.

Questi ultimi possono risultare infatti molto utili alle aziende, anche perché garantiscono una buona percentuale di risparmio.

Certamente, si devono rispettare però tutte le indicazioni e soprattutto anche i settori, pena l’esclusione dal credito.

Oltre a questo, si ricorda che è sempre meglio rivolgersi anche ad un buon commercialista, che saprà senza dubbio consigliare quali spese poter detrarre dalle tasse e quali no.